la Villa di Torre a Cona

 

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Storia
 
L'imponente Villa di Torre a Cona è considerata una delle più sontuose ville settecentesche della Toscana, davanti alla facciata si mostra un seguito scenografico di rampe, fu ricostruita nel secolo XVIII dai Marchesi Rinuccini su di un preesistente castello che appartenne ai Signori da Quona. La sua facciata imponente e grandiosa e' costruita secondo i più validi criteri del tardo manierismo fiorentino. Un vasto e suggestivo parco del tutto piantato ad assenze sempre verdi della macchia mediterranea gli fa degna corona.
Non possiamo tacere per la loro bellezza ed antichità le numerosissime ville sparse un po' ovunque nei dintorni di Rignano. Vogliamo ricordare le Ville di Belvedere, Mitigliano, Moriano, La Merlaia, Torre a Cona, La Chiocciola, Il Palagio, Il Frassine, Il Poggiolino, Casolari, Volognano, Pagnana, Petriolo, Antica, Vigliano, Fontepetrini e per concludere Poggiofrancoli, forse la piu' compiuta testimonianza di architettura signorile rinascimentale del Contado fiorentino.

La torre originaria è ancora visibile sul retro


La Villa di Torre a Cona - Foto

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La facciata della Villa di Torre a Cona sormontata dall'orologio

La Villa di Torre a Cona - Il parco

(P.s.:Mancano Cenni storici)

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Il Teatro  (non funzionante)

Il teatrino è situato entro il nuovo volume dell’ala sinistra del corpo di fabbrica principale, realizzato dalla famiglia Rinuccini nella prima metà del ‘700 durante i lavori che trasformarono l’antico "resedio" in villa.

E’ stata avanzata l’ipotesi che tale ampliamento fosse già ultimato nell’aprile 1738, allorché Fosco Rinuccini celebrò nella sua rinnovata residenza di campagna le sue fastosissime nozze con Camilla Aldobrandini, richiamando a Torre a Cona per tre giorni il fior fiore dell’aristocrazia fiorentina. I lavori sarebbero stati condotti sotto la direzione di Pietro Paolo Giovannozzi, autore degli interventi coevi compiuti dai Rinuccini nel loro palazzo in città.

La progettazione del teatrino sarebbe quindi avvenuta intorno al 1730: l’ambiente, a pianta rettangolare e con loggia a U, è composto da una platea larga 8 m. e profonda 6,5 m., una boccascena di 4m. x 4m. e un palcoscenico largo 8m. e alto 6 m.

L’accesso alla loggia è garantito da un corridoio pensile in legno, collegato alle scale del corpo padronale.

La platea invece si apre, oltre che su vari ambienti di servizio (attraverso un passaggio secondario), su di un andito che congiunge il fronte principale della villa a sud con il fronte tergale.

In origine l’illuminazione naturale era affidata ad una finestrella che si apre sulla loggia a 3 m. da altezza, mentre un’altra finestra -situata a livello della platea, sulla parete di destra del palcoscenico- fu aperta soltanto in un secondo tempo.

Ma gli elementi decorativi e formali del teatro ci riportano invece ad un altro matrimonio, vale a dire quello tra l’ultimo erede maschio dei Rinuccini, Pierfrancesco e Teresa Vittoria Antinori, avvenuto nel 1809: in particolare ci riferiamo allo stemma, posto in chiave dell’arco scenico e fastosamente sorretto da angeli, raffigurante le armi dei Rinuccini e degli Antinori.

Questa ulteriore datazione è suggerita anche dalle scelte cromatiche, così tipicamente ottocentesche nell’uso della tempera e nel predominio dei toni verde mare.

All’inizio del XIX sec. risalgono anche le quinte sceniche ("strada", "campagna", ecc.), tuttora conservate e mosse da un sistema di binari.


Il Mulino a Vento di Torre a Cona

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La struttura del mulino a vento di Torre a Cona, riadattata a torre merlata.

A Volognano e presso Torre a Cona le mappe catastali riportano ancora l’indicazione di mulino a vento in corrispondenza di piccoli edifici a pianta circolare, che tuttavia si riscontrano in altri due casi di aree limitrofe : a Nipozzano e a Monterifrassine.
Gli arroti del catasto ottocentesco ci informano che almeno per quello presso Torre a Cona la costruzione risalirebbe almeno alla metà del secolo scorso, tra il 1847 e il 1887 (la ricerca è stata condotta da Marco Lungani).
Tuttavia, che questo insolito tipo di mulino abbia avuto nella nostra zona una certa fortuna in passato, sembra dimostrarlo la notizia che presso il castello di Torre a Cona, prima della trasformazione in Villa esistevano due mulini a vento su altrettanti angoli del fortilizio. Si tratta in ogni caso, almeno in quelli di cui rimangono le strutture, di mulini a vento del tipo a torre ed informazioni raccolte localmente vorrebbero che l’uso preminente di tali macchine fosse stato la molitura delle biade.


Documenti

Catasto Toscano, arroti n. 22/1847 sez L e n.21/1887 Sez. L
Il mulino non compare nell'arroto del 1847 ma in quello del 1887.

Torrigiani, parte I, Vol.X, 1904 p.585:
"si prende ricordo che l’antico castello di Torre a Cuona, oggi ridotto a villa, su due dei quattro fortini di cantonate, aveva due Molini a vento, uno dei quali restava nella sommità del fortino a tramontana, e l’altro sul fortino a Mezzogiorno (XIV) (...) Tali molini a vento scrive l’Ajazzi, in progresso di tempo cederono il luogo a nuovo fabbricato".


Visita la pagina web della Villa all'indirizzo www.villatorreacona.com (parte adibita ad agriturismo e vendita vino ed olio)